venerdì, 25 gennaio 2008
author: asteriscotorno @ 15:40
category: opinioni
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Spesso è difficile esprimere i propri sentimenti. Occorrono le parole adatte, il momento giusto e, senza alcun dubbio, il coraggio di confessare quanto si prova. E poi, una volta svelato questo segreto, scoprirsi immensamente più fragili. Sentirsi ormai senza alcuna protezione, e aver paura che la persona che ci sta di fronte non capisca, oppure che, senza curarsi troppo, ci ferisca. Rivelare quello che ci passa per la testa significa permettere a qualcun altro di scoprire un mondo intero. Un universo in cui tutto ruota vorticosamente, creando una confusione enorme su qualsiasi cosa. Nulla escluso. Tutto ruota. E più giri, più il caos aumenta. E così i tuoi dubbi. Le tue incertezze. Le tue paure. E ti chiedi se hai fatto bene a dire un “ti amo”. Forse non sai neanche che cosa vogliono dire, quelle due parole. Le si sente troppo spesso, in giro, e troppo spesso riecheggiano vuote. E allora ti domandi se abbiano ancora un significato. E se il significato che hanno corrisponde a quello che provi. O che credi di provare. Ma che cosa provi, alla fine? Domande a senso unico che si alternano senza alcuna pietà, senza darti il tempo di riordinare i pensieri confusi. E vorresti un aiuto. Una spiegazione. Un qualunque segnale che ti prenda per mano e ti porti a capire. A capire che cos’è il verbo “amare”. A capire gli effetti che ti provoca.  

Lo vuoi sapere, che cos’è?

Vuoi sapere quando capisci che cos’è l’amore?

Vuoi sapere quando si è davvero innamorati?

Quando capisci che non t’importa più niente di te.

Quando scopri di capire i suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue paure solo da un piccolo gesto, o cenno, o da qualsiasi esitazione che leggi in un movimento impercettibile nei suoi occhi.

Quando capisci che la sua felicità è anche la tua.

Quando la sua tristezza diventa il tuo veleno.

Quando capisci che tu sei solo un elemento secondario.

Quando è il tuo ultimo pensiero prima di andare a dormire, il tuo primo pensiero al mattino, ma durante la notte non ti ha mai lasciato, prendendoti per mano e accompagnandoti nei tuoi sogni più belli.

Quando il suo solo pensiero ti dipinge le guance di rosso, e ti scalda, anche se fuori c’è una bufera di neve.

Quando sai che è a pochi passi da te, ed è lì solo per te, e tu sfiori il cielo con un dito.

Quando dai tutto te stesso, ma nonostante questo, sai di non avergli dato ancora abbastanza.

Quando arrivi ad ammettere che lui si merita il meglio, ma non sei sicuro che questo meglio sia tu.

Quando il suo profumo diventa la tua droga.

Quando arrivi persino ad innamorarti dei suoi dolcissimi difetti.

Quando adori ogni suo indispensabile vizio.

Quando ascolti le canzoni, e in ognuna di esse ritrovi un po’ di lui.

Quando, in ogni momento della giornata, lo immagini al tuo fianco.

Quando ogni volta che ti prepari, vuoi essere perfetta, solo per lui.

Quando vuoi regalargli la favola che si merita.

Quando guardandolo capisci una cosa: nessuno lo potrà mai più amare come te.

Quando troverai il coraggio di dirgli tutto questo, guardandolo dritto negli occhi.

Quando capisci che non è importante quello che lui farà di queste tue parole.

L’importante è che lo sappia

Quello che accadrà poi, beh, si vedrà. Ma almeno non potrai mai rimproverarti delle parole non dette. Dei segreti mai rivelati. Dei pensieri nascosti. Degli abbracci mancati. Dei baci negati. E non c’è nulla di peggio di rimpiangere i gesti mai compiuti, che invece avrebbero potuto cambiare le cose. E, forse, rendere tutto un po’ più bello.

 

Marta Sansottera

venerdì, 11 gennaio 2008
author: asteriscotorno @ 18:58
category: intervista
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Abbiamo assistito alle performance dei Line Out nel cortile della scuola, non certo in un contesto punk rock, ma in una delle più importanti manifestazioni musicali (l’unica) del G.Torno: il GRANDE CONCERTO  di fine anno. Sempre e solo conosciuti per nome cerchiamo di conoscerli meglio con qualche domanda.

 

Quando e come è nata la Band?

 

“La band è nata nel settembre del 2005, quando abbiamo conosciuto Dario. Avevamo tutti una grande passione per la musica e poi avevamo la fortuna di abitare vicini. Abbiamo allora deciso di formare questa band che non ha ancora cambiato i propri componenti e da poco tempo ha cominciato a produrre pezzi inediti.”

 

Perché avete scelto il nome LINE OUT?

 

“Il nome è stato scelto a caso” scoppia una risata. “Dovevamo partecipare ad un concorso e nell’iscrizione richiedevano un nome.”

 

Suonate solo cover o anche pezzi vostri?

 

“Abbiamo cominciato suonando cover di diversi gruppi, per poi cominciare a scrivere pezzi nostri. Quest’anno abbiamo smesso di suonare cover e ora suoniamo solo pezzi nostri. Siamo anche prossimi a cominciare a registrare un CD DEMO, che dovrebbe essere pronto per Gennaio.”

 

Chi scrive i pezzi?

 

“I pezzi li scriviamo tutti insieme, durante le prove. Decidiamo insieme sia la parte strumentale, sia i testi.”

 

A quale manifestazioni vi piacerebbe partecipare, una volta famosi?

 

“Ci piacerebbe suonare all’Alcatraz, il locale dove hanno suonato il 21 Novembre i My Chemical Romance”

“No anzi! Vorremo suonare a Woodstock!” 

 

A quali gruppi vi ispirate?

 

“Ci siamo ispirati a gruppi come i Blink 182, i Fall Out Boy, Gli Yellowcard.”

“Possiamo dire che il nostro è un genere Pop/Punk”

Visitate il loro MYSPACE: www.myspace.com/lineoutrock

giovedì, 03 gennaio 2008
author: asteriscotorno @ 12:47
category: parodia
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Che evento!! Che scoperta!! Avete mai provato una tale gioia nel ritrovare dopo secoli e secoli la versione originale di alcuni dei più famosi sonetti del sommo Dante Alighieri?? Immagino di no…solo noi dell’Asterisco potevamo riuscire in un’impresa simile. E, infatti, ecco che vi presentiamo in anteprima mondiale la prima stesura di “Tanto gentile e tanto onesta pare”, una delle liriche più famose del Maestro, inclusa nella “Vita Nova”. Si tratta di un sonetto scritto in occasione di un forte litigio tra Dante e la sua amata, forse Beatrice, a cui seguì un periodo di crisi, durante il quale il poeta, con la scusa di andare a comprare le sigarette, si assentò per circa diciotto anni.

Ma ora basta: godetevi la lettura dell’originale sonetto.

 

 

 

Tanto senile e sì vogliosa pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'om di retto cor le addosso sputa,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi insultare,
di fango e lerci pann’ vestuta;
e par che sia una cosa venuta
di loco in loco a nudità mostrare.

Mostrasi si' cadente a chi la mira,
che da' per li occhi vaghi una ferita al core,
che 'ntender non la puo' chi no la prova;

e par che de la labbia sua si mova
uno spirito grave pien d'odore,
che rassembrar la fa a la latrina
.

Mimi & Kokko

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