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Vi è mai capitato di vedere una puntata della famigerata serie “Una mamma per amica”?
Sicuramente, di primo acchito, avrete pensato come sia possibile che un rapporto del genere sia instaurato tra una madre e una figlia. Viviamo, infatti, in un mondo dove i ragazzi sono abituati a fare tutto ciò che vogliono, o quasi, dando poca considerazione ai propri genitori.
Al contempo i “nuovi” padri e madri assecondano e giustificano la propria prole in maniera eclatante: rimango ogni volta a bocca aperta quando alcuni cercano di difendere i loro figli anche davanti a situazioni inequivocabili. E’ uno scenario che può facilmente essere definito inaccettabile.
Sicuramente non possiamo affermare che la situazione presentata nel serial tv sia del tutto veritiera e non esasperata in alcuni passaggi, ma idealmente il rispetto e la fiducia che intercorrono tra la madre e la figlia sono quelli che dovrebbero esserci nella realtà.

Certo, il genitore non deve essere considerato prettamente un amico, come suggerirebbe il titolo, ma dovrebbe svolgere una duplice funzione: essere una persona di cui ci si può fidare e alla quale poter confidare i propri pensieri, ma anche un punto fermo dal quale prendere spunto e che ha il diritto e il dovere di ammonirci quando siamo in errore. Ciò che infatti è basilare nel rapporto genitore-figlio è la fiducia; elemento che dovrebbe esserci sia da parte dell’adulto che del giovane: un ragazzo non si fiderà mai del proprio padre o della propria madre qualora avesse la sensazione di non ispirare loro la fiducia dovuta. E proprio in questo spesso sbagliano gli adulti, ovvero nell’imporre divieti ai propri figli senza nemmeno dar loro la possibilità di meritarsi questa fiducia. E’ ovvio che in questo modo i ragazzi si sentano oppressi e non abbastanza maturi da meritarsi l’appoggio dei propri genitori, cercando quindi di evadere e fregarli in ogni modo.
I giovani, invece, pensano che gli adulti non possano capire i loro sentimenti e le sensazioni che provano, senza nea
nche aver mai provato a confidarsi. Scoprirebbero invece che sono persone che ci possono aiutare e capire, anche se comunque dipende dal livello di sensibilità dell’adulto.
Inoltre, anche il rispetto è una componente fondamentale in questa difficile interazione: non bisogna in tutto ciò dimenticarsi che i genitori non sono “allo stesso livello” dei figli. E’ pur sempre però vero che il rispetto deve essere reciproco e non unilaterale; il genitore non può e non deve pretendere senza dare nulla in cambio e qualora un figlio non si sentisse rispettato in quanto persona avrebbe tutto il diritto di non garantire più questo rispetto.
Il rapporto tra genitori e figli, come quello tra giovani e adulti si basa su un sottile equilibrio che non è facilmente raggiungibile senza una collaborazione reciproca. Quando però è raggiunto non può che nascere qualcosa di positivo e duraturo che aiuterà nella vita.
Instaurare un bel rapporto è possibile, basta volerlo. E se poi vi servirà qualche consiglio potrete sempre guardare “una mamma per amica” ogni giorno alle 17.10 su canale 5!
Kokko
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