giovedì, 29 maggio 2008
author: asteriscotorno @ 14:28
category: opinioni, attualità
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Vi è mai capitato di vedere una puntata della famigerata serie “Una mamma per amica”?

Sicuramente, di primo acchito, avrete pensato come sia possibile che un rapporto del genere sia instaurato tra una madre e una figlia. Viviamo, infatti, in un mondo dove i ragazzi sono abituati a fare tutto ciò che vogliono, o quasi, dando poca considerazione ai propri genitori.

Al contempo i “nuovi” padri e madri assecondano e giustificano la propria prole in maniera eclatante: rimango ogni volta a bocca aperta quando alcuni cercano di difendere i loro figli anche davanti a situazioni inequivocabili. E’ uno scenario che può facilmente essere definito inaccettabile.

Sicuramente non possiamo affermare che la situazione presentata nel serial tv sia del tutto veritiera e non esasperata in alcuni passaggi, ma idealmente il rispetto e la fiducia che intercorrono tra la madre e la figlia sono quelli che dovrebbero esserci nella realtà.

Certo, il genitore non deve essere considerato prettamente un amico, come suggerirebbe il titolo, ma dovrebbe svolgere una duplice funzione: essere una persona di cui ci si può fidare e alla quale poter confidare i propri pensieri, ma anche un punto fermo dal quale prendere spunto e che ha il diritto e il dovere di ammonirci quando siamo in errore. Ciò che infatti è basilare nel rapporto genitore-figlio è la fiducia; elemento che dovrebbe esserci sia da parte dell’adulto che del giovane: un ragazzo non si fiderà mai del proprio padre o della propria madre qualora avesse la sensazione di non ispirare loro la fiducia dovuta. E proprio in questo spesso sbagliano gli adulti, ovvero nell’imporre divieti ai propri figli senza nemmeno dar loro la possibilità di meritarsi questa fiducia. E’ ovvio che in questo modo i ragazzi si sentano oppressi e non abbastanza maturi da meritarsi l’appoggio dei propri genitori, cercando quindi di evadere e fregarli in ogni modo.

I giovani, invece, pensano che gli adulti non possano capire i loro sentimenti e le sensazioni che provano, senza nea

nche aver mai provato a confidarsi. Scoprirebbero invece che sono persone che ci possono aiutare e capire, anche se comunque dipende dal livello di sensibilità dell’adulto.

Inoltre, anche il rispetto è una componente fondamentale in questa difficile interazione: non bisogna in tutto ciò dimenticarsi che i genitori non sono “allo stesso livello” dei figli. E’ pur sempre però vero che il rispetto deve essere reciproco e non unilaterale; il genitore non può e non deve pretendere senza dare nulla in cambio e qualora un figlio non si sentisse rispettato in quanto persona avrebbe tutto il diritto di non garantire più questo rispetto.

Il rapporto tra genitori e figli, come quello tra giovani e adulti si basa su un sottile equilibrio che non è facilmente raggiungibile senza una collaborazione reciproca. Quando però è raggiunto non può che nascere qualcosa di positivo e duraturo che aiuterà nella vita.

Instaurare un bel rapporto è possibile, basta volerlo. E se poi vi servirà qualche consiglio potrete sempre guardare “una mamma per amica” ogni giorno alle 17.10 su canale 5!

Kokko

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venerdì, 23 maggio 2008
author: asteriscotorno @ 14:57
category: spettacolo
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“There was a barber and his wife/and she was beautiful...” Così comincia Sweeney Todd (Johnny Depp, Jack Sparrow ne “La Maledizione della Prima Luna”) a raccontare la sua disavventura al giovane Anthony Hope (Jamie Campbell Bower). Sweeney Todd è il falso nome di Benjamin Barker, il giovane barbiere che era sposato con Lucy. La donna, però, aveva affascinato anche il giudice Turpin (Alan Rickman, Piton in Harry Potter), che, per avvicinarsi a lei, aveva fatto arrestare Benjamin per una falsa accusa. Tornato nella sua vecchia casa a Fleet Street, Sweeney incontra Mrs. Lovett (Helena Bonham Carter, Bellatrix in Harry Potter), la cuoca dei pasticci di carne più disgustosi di tutta Londra, e la sua vicina, che le racconta di come il giudice Turpin aveva violentato la sua amata moglie e che sua figlia Johanna (Jayne Wisener) era stata adottata e rinchiusa nella casa del giudice. Dopo aver udito ciò, Sweeney decide di mettere in atto la sua vendetta con l’aiuto di Mrs. Lovett. La cuoca nasconderà i cadaveri nei suoi pasticci, che diverranno, grazie alla nuova ricetta, i più buoni di tutta Londra,  mentre Sweeney cercherà di arrivare al Giudice Turpin per ucciderlo.

Così si sviluppa la storia del film “Sweeney Todd - Il Demone Barbiere di Fleet Street”, storia nata precedentemente come musical, scritto da Hugh Wheeler con le musiche e la canzoni di Stephen Sondheim, che il regista Tim Burton (“Nightmare Before Christmas”, “Edward Mani di Forbice”) rappresenta in un’ambiance dark nella grigia Londra vittoriana, dove il sangue di certo non manca. La storia, non molto originale, a parte l’idea dei pasticci di carne umana, resta comunque interessante e accattivante, ricca di colpi di scena, soprattutto nel finale, ma anche per le musiche e le canzoni molto in sintonia con l’ambiance e orecchiabili. Per Johnny Depp è stata la prima volta come cantante e il risultato è molto apprezzabile. Quindi vi invito subito a vedere il nuovo capolavoro del magico e fantastico binomio Burton-Depp.  Un avviso a tutti: EVITATE I PASTICCI DI CARNE POTREBBERO NASCONDERE BRUTTE SORPRESE!!!

 

MaLeFiKa

martedì, 20 maggio 2008
author: asteriscotorno @ 14:27
category: politica, opinioni, attualità
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Ah, la prima volta! Non vedo l’ora che arrivi! Già me la immagino: tutto accadrà in un luogo pubblico, magari una scuola, in un assolato pomeriggio di primavera. Andrò da solo, la mia compagna sarà già là ad aspettarmi. Mi diranno cosa fare, come farlo e poi…poi resteremo soli, solo io e lei, chiusi in uno stanzino, protettore della nostra intimità. E finalmente diventerò un vero uomo.

Eh sì, era da anni che aspettavo di andare a votare, di trovarmi di fronte alla mia scheda su cui tracciare la mia bella croce.

Non che io sia un patito di politica. Anzi, so già che chiunque salirà al potere mi ingannerà, ma almeno voglio scegliere io da chi farmi prendere in giro.

Nonostante le mie critiche e il mio disappunto, le elezioni si terranno il 13 Aprile sicuramente. Sicuramente? Non ne sarei troppo sicuro!

Negli ultimi giorni sono sorti alcuni problemi che hanno fatto pensare ad uno slittamento delle elezioni, ma, fortunatamente, sembrano essere stati risolti quasi del tutto. Quasi, perché bisogna, o bisognerebbe, ancora porre rimedio alla questione “schede elettorali”, accusate di confondere l’elettore e di provocare, così, un aumento di voti nulli.

Ah, queste schede! Proprio non ci voleva! Non fanno altro che complicare quell’azione che è porre una piccola croce in uno e un solo quadrato di modeste dimensioni. Occorrono anni di esperienza e una certa preparazione: spero solo di esserne all’altezza.

Tutto questo per quanto riguarda il  fronte italiano. Il voto degli Italiani all’estero risulta ancora più ricco di problematiche. Molte persone si sono viste recapitare più di una scheda elettorale, con l’obbligo di rispedirla in Italia a proprie spese, attraverso la famosa raccomandata con ricevuta di ritorno. E qual è il problema, i tre euro di spedizione? Ma no, è qualcosa di più fondamentale. Qualcuno, una volta, mi disse che il voto era segreto, ma una raccomandata obbliga a rendere noto il nome del mittente, mettendo in dubbio la reale segretezza del voto.

Sembra che l’inettitudine del caduto e decaduto ex-Governo debba proseguire fino alla sua effettiva fine. Evidentemente i danni già fatti non bastavano.

Quante complicazioni per un semplice voto. Eppure non mi pare che gli altri Paesi abbiano tutti questi problemi. Per esempio, negli Stati Uniti ci sono Repubblicani e Democratici, o l’uno o l’altro, non ci si può sbagliare. Altre nazioni, invece, hanno adottato un sistema molto più efficace. Provate a pensare a Cuba o alla Cina: per evitare la nascita di dubbi nei cittadini, hanno istituito un partito unico, così che nessuno debba più preoccuparsi di dover sceglier e di poter sbagliare. Ah, che grandi menti che ci sono all’estero!

E di fronte a questi grandi modelli, l’Italia cosa fa? Li ignora e continua a proporre una trentina di partiti diversi, che cambiano addirittura tra Camera e Senato, tanto per rendere meno difficoltosa la scelta. Per fortuna o purtroppo.

In un caos elettorale del genere, perché non sguainare l’arma del televoto? Basta scegliere in base alle idee, alle promesse demagogiche che in fondo sono uguali per tutti gli schieramenti. Si potrebbero presentare i politici nel loro habitat ideale, la televisione, dove sarebbero liberi di mostrare tutta la loro bravura nelle varie arti: basti pensare ai sempre più frequenti deputati-canterini, che, invitati in trasmissioni radiofoniche, sfoderano la loro grande vena canora. Ma il talento dei parlamentari non si ferma al canto: l’Italia vanta grandissimi “pianisti”, quelli che in Parlamento votano anche per i compagni assenti, o ballerini, in grado si saltare più volte con molta grazia da Destra a Sinistra, riuscendo a far parte di ogni Governo.

Le capacità artistiche dei politici, però, si esprimono al massimo nella recitazione. Bisogna ammettere che riescono a convincere intere folle della correttezza dei loro ideali e della propria onestà solo con semplici promesse. Che artisti, che attori!

Eh sì, si potrebbe scegliere in base a queste loro qualità. Una specie di “Amici” per politici, che guarderei volentieri proprio per la presenza di persone veramente talentuose. Anche così, però, si farebbe fatica a decidere chi sia il migliore in tutte queste arti. D'altronde sono politici: sono i migliori, altrimenti non sarebbero dove sono!

Quindi, sarà necessario ridursi a votare il partito che promette un futuro migliore, benessere economico, una soluzione per gli immigrati, per Malpensa e per tutti i problemi d’Italia. Ma si possono votare tutti??

 

Ego’s

 

Articolo scritto PRIMA delle elezioni

venerdì, 16 maggio 2008
author: asteriscotorno @ 15:50
category: spettacolo, scuola
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Debutta domani (17 Maggio 2008) a Milano(Teatro Carcano) all'interno del progetto LAIV lo spettacolo realizzato dal gruppo teatro del nostro istituto!

martedì, 13 maggio 2008
author: asteriscotorno @ 13:59
category: opinioni, scuola
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È giusto dare il voto di educazione fisica?

Sicuramente qualcuno starà già pensando “Certo che no! È troppo discriminante”.

Altri, molto atletici,che lo ritengono un ottimo modo per accaparrarsi qualche bel voto, non si saranno mai posti il problema.

È certo che bisogna praticare attività fisica, ma è giusto che venga valutata? Alcuni sono naturalmente portati, altri no.

“Allora – qualcuno farà notare – perché devo avere il voto di matematica?”.

Semplice: matematica si può studiare e, con un po’ di impegno, tutti possono raggiungere buoni risultati. Ma come si può studiare un metodo per essere centometrista?

È vero che i professori di educazione fisica, oltre a valutare le capacità atletica, osservano anche l’impegno dell’alunno. È logico che un allievo totalmente negato non potrà mai aspirare a un voto come l’otto. C’è anche un altro problema: un ragazzo che si impegna ma non è molto bravo potrà avere comunque una valutazione sufficiente, che, però, non sarà mai pari a quella di uno sportivo, nonostante lo sforzo messo nell’attività. Anche porli allo stesso livello non sarebbe corretto, questa volta nei confronti dell’alunno più portato.

Quale sarebbe, allora, la soluzione più efficace? Ci sono molte idee. Educazione fisica potrebbe diventare una materia facoltativa: chi se la sente potrebbe praticarla, altri decidere di non aderire. Sicuramente questa possibilità verrà subito obiettata da coloro che, giustamente, sostengono che l’attività fisica sia importante per la salute, specialmente nell'età dello sviluppo.

Si ritiene che il voto di educazione fisica debba essere soggettivo. Con "soggettivo" si intende una valutazione basata sul miglioramento a partire dalla situazione iniziale e la costanza nell'eseguire gli esercizi assegnati. Non tutti i professori applicano questo sistema per valutare gli alunni: alcuni utilizzano criteri oggettivi, costituiti da tabelle in cui ogni tipo di prestazione sportiva equivale ad un voto.

“Educazione Fisica è da considerarsi una materia alla pari delle altre, se non più importante, e dovrebbe avere ancora più peso.”

 

“Il voto dovrebbe riguardare soltanto l'impegno, e quindi dovrebbe essere possibile, per un ragazzo poco portato, avere una valutazione più alta di un altro allievo, magari più atletico ma meno costante nell'impegno.”

 

“Educazione Fisica è una materia in cui non si può migliorare: chi ci è portato è più avvantaggiato, chi non lo è non ha praticamente alcuna possibilità di andare bene in questa materia.”

 

“Le ore di Educazione Fisica dovrebbero essere ore di svago, e nessuno dovrebbe sentirsi inferiore agli altri.”

 

“Non si può eliminare la valutazione di Educazione Fisica perché, a quel punto, molti ragazzi non si impegnerebbero più e, magari passerebbero le ore che dovrebbero essere dedicate a questa materia a non fare niente.”

Questi sono solo alcuni dei tanti pareri raccolti fra insegnanti e alunni della nostra scuola. Si passa da idee semplici come qualche verifica di teoria in più per chi è proprio negato nella pratica (perché, ricordiamo anche questo: nel caso della teoria educazione fisica diventa una materia di studio come tutte le altre), a proposte più fantasiose, come togliere qualche ora di latino o di matematica per dedicarsi maggiormente all'educazione fisica.

Tanti pareri, tante proposte…e poche persone che la pensano allo stesso modo.

E voi, cosa ne pensate? Siete riusciti a farvi un'opinione?

Voto di educazione fisica: sì o no?

Emanuela Cafaro


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venerdì, 09 maggio 2008
author: asteriscotorno @ 14:31
category: vario
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Clikkando sul LINK potrete scaricare il numero 12 in formato PDF…



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mercoledì, 07 maggio 2008
author: asteriscotorno @ 16:18
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Gli Asterischi non si fanno sfuggire niente!.. ecco qui cosa le nostre menti da segugi hanno reperito per l'Istituto Torno.

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