domenica, 24 maggio 2009
author: asteriscotorno @ 23:43
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domenica, 17 maggio 2009
author: asteriscotorno @ 15:12
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Come avrete notato, nel 2007 sono cominciati i lavori per costruire una nuova ala dell’istituto. La struttura sarà pronta entro marzo 2009, quindi vi si potrà accedere a partire dall’inizio del nuovo anno scolastico. Inoltre, prossimamente il preside si mobiliterà per l’arredamento della scuola.
Per potervi accedere più comodamente verrà sistemata la strada sterrata a fianco della scuola, che diventerà una pista ciclabile.
La nuova ala sarà destinata fondamentalmente agli alunni della succursale, ma ancora non c’è nulla di certo perché il preside e i suoi collaboratori devono ancora definire quali saranno le nuove classi e i nuovi indirizzi con le modifiche apportate dai recenti decreti.
La scuola sarà dotata di 16 aule (e l’attuale bisogno di aule è di 10, che sono le classi che ora svolgono le lezioni in succursale), 1 palestra e altri spazi ancora da definire (probabilmente un’aula video, una sala lettura o una biblioteca).
In futuro il plesso verrà ampliato ancora di più per portare qui anche le elementari e le medie di Castano Primo, ma ancora nulla di certo. I lavori per elementari e medie, infatti, vengono organizzati dal Comune, quelli delle superiori dalla provincia.
Dato che non ci sono ancora molte notizie certe, vi aggiorneremo ancora in futuro sul progresso dei lavori.

Emanuela Cafaro
domenica, 17 maggio 2009
author: asteriscotorno @ 15:08
category: donne
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Rita levi Montalcini…una vita per le ricerche.
Fu la seconda donna italiana, dopo la scrittrice Grazia Deledda, e la prima scienziata italiana a ricevere il premio Nobel nel 1986. Premio ricevuto grazie alla scoperta dell’NFG, in altre parole il fattore di crescita nervoso, il cui studio occupò tutta la sua vita.
R. L. Montalcini nacque a Torino il 22 Aprile 1909, insieme alla gemella Paola, da Adamo Levi, ingegnere elettrotecnico e matematico, e da Adele Montalcini, una pittrice di talento. In questa città conseguì la laurea e iniziò i suoi studi sul sistema nervoso. Le sue ricerche furono interrotte durante la seconda guerra mondiale, quando le leggi razziali la costrinsero ad abbandonare l’università ed a trasferirsi a Firenze dove lavorò come medico per gli alleati. Finita la guerra si trasferì nel Missouri al Dipartimento di Zoologia della Washington University dove proseguì le ricerche e fece la sua scoperta più famosa: l'identificazione del fattore di crescita nervoso (l'NGF), che le fece ottenere il Nobel. Nella motivazione del Premio si legge: «La scoperta del NGF all'inizio degli anni cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neuro biologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo». Da quel momento in poi le sue indagini si concentrarono sullo spettro d’azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più complicate.
È da sempre molto attiva in campagne d’interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 ha istituito, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, rivolta al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. Rilevante il suo impegno sulla prevenzione e sulle conseguenze ambientali e sociali delle guerre e dei conflitti legati allo sfruttamento delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione e all'accesso alle risorse idriche.

Marie Curie…la prima scienziata da Nobel.Prima del suo corso alla Sorbona quando, nel 1893, prese la laurea in fisica. Prima donna ad essere ricevuta, nel 1903, alla Royal Institution di Londra. Prima donna ad ottenere il premio nobel. Prima donna professore alla sorbona. Primo scienziato ad avere vinto il premio nobel per la seconda volta, nel 1911.
Marie Slodowska Curie, nata a Varsavia il 7 Novembre 1867, divenne la scienziata più celebre di tutti i tempi. Da bambina era pensierosa, dal carattere fiero. Non brutta ma trasandata, vecchi vestiti, nessuna cura per i capelli: insomma diversa da tutte le altre ragazzine. Anziché uscire a passeggio preferiva starsene in casa, tra provette e alambicchi. Suo padre era un chimico e professore di liceo e Marie crebbe tra gli odori del laboratorio, seguendo gli esperimenti del padre, con un sogno nel cassetto: frequentare la facoltà di chimica all’università. Nella Polonia occupata dai russi ,però, non c’era possibilità di studio per le donne, e Marie dovette trasferirsi a Parigi. All’università conobbe il professor Pierre Curie (il futuro marito), che la invitò a proseguire gli studi sulla radioattività dell’uranio. Marie s’impegnò con entusiasmo individuando un nuovo elemento radioattivo che, per ricordare la sua madre patria, chiamò polonio. Per le loro scoperte i coniugi Curie ricevettero il premio nobel nel 1903. Tre anni dopo, Pierre morì in un incidente stradale e Marie proseguì le sue ricerche da sola: nel 1911 le fu assegnato un altro premio nobel, per la chimica. Morì contaminata dalle radiazioni, in un sanatorio dell’Alta Savoia, nel 1934.

Sara Stacchetti
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