domenica, 17 maggio 2009
author: asteriscotorno @ 15:08
category: donne
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Rita levi Montalcini…una vita per le ricerche.
Fu la seconda donna italiana, dopo la scrittrice Grazia Deledda, e la prima scienziata italiana a ricevere il premio Nobel nel 1986. Premio ricevuto grazie alla scoperta dell’NFG, in altre parole il fattore di crescita nervoso, il cui studio occupò tutta la sua vita.
R. L. Montalcini nacque a Torino il 22 Aprile 1909, insieme alla gemella Paola, da Adamo Levi, ingegnere elettrotecnico e matematico, e da Adele Montalcini, una pittrice di talento. In questa città conseguì la laurea e iniziò i suoi studi sul sistema nervoso. Le sue ricerche furono interrotte durante la seconda guerra mondiale, quando le leggi razziali la costrinsero ad abbandonare l’università ed a trasferirsi a Firenze dove lavorò come medico per gli alleati. Finita la guerra si trasferì nel Missouri al Dipartimento di Zoologia della Washington University dove proseguì le ricerche e fece la sua scoperta più famosa: l'identificazione del fattore di crescita nervoso (l'NGF), che le fece ottenere il Nobel. Nella motivazione del Premio si legge: «La scoperta del NGF all'inizio degli anni cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neuro biologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo». Da quel momento in poi le sue indagini si concentrarono sullo spettro d’azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più complicate.
È da sempre molto attiva in campagne d’interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 ha istituito, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, rivolta al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. Rilevante il suo impegno sulla prevenzione e sulle conseguenze ambientali e sociali delle guerre e dei conflitti legati allo sfruttamento delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione e all'accesso alle risorse idriche.

Marie Curie…la prima scienziata da Nobel.Prima del suo corso alla Sorbona quando, nel 1893, prese la laurea in fisica. Prima donna ad essere ricevuta, nel 1903, alla Royal Institution di Londra. Prima donna ad ottenere il premio nobel. Prima donna professore alla sorbona. Primo scienziato ad avere vinto il premio nobel per la seconda volta, nel 1911.
Marie Slodowska Curie, nata a Varsavia il 7 Novembre 1867, divenne la scienziata più celebre di tutti i tempi. Da bambina era pensierosa, dal carattere fiero. Non brutta ma trasandata, vecchi vestiti, nessuna cura per i capelli: insomma diversa da tutte le altre ragazzine. Anziché uscire a passeggio preferiva starsene in casa, tra provette e alambicchi. Suo padre era un chimico e professore di liceo e Marie crebbe tra gli odori del laboratorio, seguendo gli esperimenti del padre, con un sogno nel cassetto: frequentare la facoltà di chimica all’università. Nella Polonia occupata dai russi ,però, non c’era possibilità di studio per le donne, e Marie dovette trasferirsi a Parigi. All’università conobbe il professor Pierre Curie (il futuro marito), che la invitò a proseguire gli studi sulla radioattività dell’uranio. Marie s’impegnò con entusiasmo individuando un nuovo elemento radioattivo che, per ricordare la sua madre patria, chiamò polonio. Per le loro scoperte i coniugi Curie ricevettero il premio nobel nel 1903. Tre anni dopo, Pierre morì in un incidente stradale e Marie proseguì le sue ricerche da sola: nel 1911 le fu assegnato un altro premio nobel, per la chimica. Morì contaminata dalle radiazioni, in un sanatorio dell’Alta Savoia, nel 1934.

Sara Stacchetti
lunedì, 15 dicembre 2008
author: asteriscotorno @ 14:29
category: donne, curiosità
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Scienziati artisti inventori... lavori che tutti pensano siano riservati solo agli uomini... ma nn è proprio cosi le invenzioni più stravaganti e alcune importanti scoperte provencono da menti femminili. Però nn sempre queste menti geniali vengono riconosciute,in quanto vengono quasi sempre premiati i colleghi maschi, perchè il ruolo della donna è sempre stato qll di madre di famiglia e solo negli ultimi anni anche loro sono riuscite ad ottenere pari diritti e opportunità. in questa rubrica vi parleremo proprio di quelle donne che sono riuscite ad eguagliare gli uomini....

C’era una volta una ragazza con una creatività e una fantasia inimmaginabili: con dei piccoli fili di paglia riusciva a costruire meravigliosi cappellini che scatenavano l’invidia di tutte le più illustri dame francesi. La sua non fu certo una vita facile, ma le enormi sofferenze che patì servirono a rafforzarla e la spinsero a migliorasi costantemente. L’abbandono del padre, la morte della madre e della sorella, le critiche ricevute da colleghi e giornalisti non riuscirono ad ostacolare colei che divenne la più affascinante e incontrastata regina della moda.
La sua storia ebbe inizio nel 1883: nacque in un piccolo paesino della Francia, da un mercante ambulante di stoffe e da una sarta che le insegnò l’arte del cucito. Dopo la morte prematura della madre trascorse la sua infanzia in un convento e, all’età di diciotto anni, cominciò a muovere i suoi primi passi nel mondo della moda. Dopo aver girato per diversi paesi della Francia, si trasferì definitivamente a Parigi. E’ qui che la sua fama iniziò a crescere sempre di più, culminando con l’apertura di un negozio in Rue Camion.

Tra i suoi amanti scopriamo il barone Etienne Balsan e il musicista Igor Stravinskij. Da questa “celebre” relazione il musicista trarrà ispirazione per creare la “Sagra della Primavera”, mentre Coco creerà il famosissimo “Chanel n°5”. Si racconta che il profumo, prodotto attraverso la sintesi in laboratorio dell’essenza di gelsomino, accompagnasse Marilyn Monroe tra le lenzuola. Tra le altre creazioni, come non citare le scarpe bicolori? Sì, avete capito bene: Coco ebbe l’intuizione che l’effetto ottico creato dalle bande verticali avrebbe snellito le gambe. E, ancora, inventò il tailleur, fu la prima donna ad indossare abiti unisex (un pigiama bianco di seta), lanciò la moda dell’abbronzatura che ancora oggi non sembra voler cessare!
Gabrielle ‘Coco’ Chanel, fondatrice dell’omonima maison, ha rivoluzionato il mondo della moda creando un nuovo stile di vita che esaltava una donna dinamica, moderna e libera. Coco sarà ricordata per la sua stravaganza, per il suo coraggio nell’affrontare situazioni difficili ma, soprattutto, per avere “rivoluzionato” il modo di vedere la donna.

• L’eleganza non consiste nell’indossare un vestito nuovo.
• Alcune persone pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non lo è. E’ l’opposto della volgarità
• La moda passa, lo stile resta.
• Amo il lusso. Esso non giace nella ricchezza e nel fasto ma nell’assenza della volgarità. La volgarità è la più brutta parola della nostra lingua. Rimango in gioco per combatterla.
• Per essere insostituibili bisogna essere diversi.

Sara Stacchetti

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