domenica, 18 gennaio 2009
author: asteriscotorno @ 14:40
category: politica, opinioni, scuola, attualità
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UN NUOVO 68?

Studenti di Italia, mobilitatevi. Scioperate. "Okkupate". Sono queste gli urli di battaglia esplose nelle piazze negli ultimi due mesi.
Migliaia di cortei in tutte le città italiane a cui anche alcuni studenti del nostro istituto hanno partecipato. Certo, un numero esiguo. Ma i ragazzi che hanno aderito agli scioperi perchè realmente convinti delle istanze sollevate si potevano contare sulle dita di una mano. Forse anche monca.
Tutti gli altri, come al solito, privi di qualsiasi ideale, se non quello dell'ozio, hanno considerato le giornate di sciopero come ferie, mattinate di svago da passare lontano dalle scuole. Se sono questi i risultati dell'attuale sistema scolastico, forse una riforma non farà poi così male.
Nelle grandi città, però, l'affluenza ai cortei è stata molto più elevata e, sicuramente, motivata. Anche se gli episodi di violenza non hanno tardato ad accadere.
Violenza fisica, come lo scontro a Roma in Piazza Navona. Indefinibile, perchè persone che frequentano scuole superiori e, soprattutto, università, dovrebbero ormai aver capito l'inutilità e l'immoralità di certi gesti.
E poi un altro tipo di violenza, difficilmente definibile, nei confronti di quegli studenti motivati che sono stati costretti a rimanere fuori dalle sedi universitarie e a rinunciare al loro diritto allo studio. Diritto che, si sa, costa anche dei bei soldi e sacrifici alle famiglie.
Tutto questo perchè alcuni teppisti acculturati hanno deciso di "okkupare", sentendosi liberi di esercitare il loro legittimissimo diritto di sciopero ai danni dei diritti altrui, considerati, quindi, meno rilevanti. Che grandi ideali!
Scioperare, poi, per una riforma che, per ora, sfiora minimamente gli interessi degli studenti dei gradi più alti dell'istruzione.
Semmai avrebbe dovuto scioperare il vero target del famigerato "Decreto Gelmini", i bambini delle scuole elementari e medie. E, infatti, i loro genitori, per loro, l'hanno fatto. Ma lamentandosi per cosa?
Il decreto, ormai passato a legge, prevede da un certo punto di vista, un ritorno al passato: importanza del voto in condotta anche in sede di scrutinio, l'utilizzo dei giudizi numerici (i voti da 1 a 10), molto incisivi ed espliciti, che si affiancano alle valutazioni analitiche globali. Viene, inoltre, reintrodotta la figura del maestro unico, che da solo si occupa di una sola classe per ventiquattro ore settimanali. Quindi, il numero di ore viene ridotto, ma, a quanto pare, sono già previsti fondi per attività pomeridiane all'interno delle scuole, per venire incontro alle esigenze delle famiglie.
Infine, al fine di ridurre il caro-libri, la legge impone ai consigli di classe l'adozione di libri di testo validi per cinque anni alle elementari, per sei alle medie, con eventuali appendici di aggiornamento.
Ecco, in linea di massima, il contenuto del decreto. Non sarà la riforma migliore del mondo e nemmeno una tra le più eque e giuste, ma è pur sempre un primo cambiamento. Ed è di questo, evidentemente, che necessita la scuola italiana.
Sono, comunque, convinto che i tagli alla scuola e, in generale, alla cultura e alla ricerca, siano sempre la cosa peggiore che si possa fare. Ma in un periodo di crisi economica, e dato che i soldi non cadono come pere dagli alberi, occorre tagliare un pò ovunque. E la scuola, purtroppo, si trova in questo ovunque, al contario degli stipendi dei "soliti noti" che, non si sa come, nè perchè, risultano intoccabili.

Ego's

Manu: VOGLIO DIRE LA MIA

Non credo ci si possa definire totalmente favorevoli o contrari alla riforma del ministro Gelmini. Infatti, ci sono novità che miglioreranno o contribuiranno a migliorare l'attuale situazione della scuola. Altri punti della riforma, invece, andrebbero sicuramente rivisti.
Prendiamone in considerazione alcuni: alle elementari verrà istituita la figura del maestro unico; sicuramente ciò può creare problemi al personale, in quanto saranno necessari molti meno insegnanti. Tuttavia un aspetto positivo è che i bambini avrebbero un solo riferimento invece di cinque o sei, come accade attualmente.
Il voto di condotta è sicuramente una bella idea: ci vuole più serietà e severità a scuola, e non è giusto che chi si comporta scorrettamente non ne paghi le conseguenze, a scapito di chi rispetta sempre le regole.
Per quanto riguarda i voti numerici credo non ci siano grossi problemi: un sistema convenzionale vale l'altro, e non vale la pena di contestare i voti numerici o i giudizi come buono o ottimo.
Ci si preoccupa perché si teme che con i tagli del personale scolastico (di cui tra l'altro il ministro non parla) le classi diventino meno (anche a causa della diminuzione di scuole specialistiche) e più numerose. Non penso che ciò creerà problemi; ci sono infatti leggi che regolano il numero massimo di alunni per classe e sarà anche il buon senso delle persone a formare classi ben studiate e ragionate. Credo inoltre che se verrà ridotto il numero di scuole, verrà aumentato il numero di classi per ogni indirizzo, mantenendo all'incirca lo stesso numero di insegnanti.
In ogni caso, credo che gli scioperi che stanno avvenendo siano eccessivi. Servirebbe semplicemente più informazione (magari, anzi molto probabilmente, chi si dichiara pro o contro il ministro non ha nemmeno mai letto l'intero decreto!).
Ritengo che questo decreto non sia né tanto meglio né tanto peggio dei precedenti.

Emanuela Cafaro

UN'OPINIONE CONTRARIA

Credo ci si possa definire decisamente contrari alla riforma del ministro Gelmini. Prenderò spunto dall’articolo di Manu nella pagina precedente commentando alcuni punti e integrando con altri.
Alle elementari verrà istituita la figura del maestro unico: un ritorno inutile al passato, una modifica che va ad intaccare quella parte della scuola italiana, forse l’unica, che funziona davvero bene e non senza PESANTI conseguenze. Per cominciare la riduzione sistematica del personale, quindi migliaia di persone senza più un lavoro (secondo una stima del Centro studi per la scuola pubblica, oltre 83mila posti. Come se non ce ne fossero già abbastanza!). Limitazione dei punti di riferimento del bambino ad una sola persona: perchè questo dovrebbe essere positivo? Perchè si crea un rapporto più stretto fra insegnante e alunno? sciocchezze! Io ho avuto tre insegnanti fissi alle elementari eppure quel rapporto si è creato lo stesso. Più evidenti invece sarebbero le conseguenze negative. Per quanto cerchiamo di credere (o speriamo) che tutti i maestri siano dei buoni insegnanti, di certo nessuno cadrà dal pero se dico che non è così. Avere più insegnanti quindi significa anche avere più possibilità di trovarne almeno uno davvero competente. Per di più il bambino ha la possibilità di confrontarsi fin da subito con adulti differenti, maestri che hanno modi di insegnare diversi e quindi un passaggio meno “traumatico” ai futuri professori. Inoltre il monteorario verrà ridotto ulteriormente. Per venire incontro ai nuovi maestri soli con classi numerosissime e insostenibili? Certo che no! Ci saranno indispensabili ore aggiuntive che dovranno essere finanziate dalle famiglie, ma questoovviamente viene fatto passare in secondo piano!
Altro punto della riforma a cui fa riferimento Manu è il ritorno del voto in condotta. Se crediamo davvero che un voto per la condotta possa cambiare il comportamento di una persona o facciamo parte di quella schiera di “uomini miss mondo farò qualcosa per la pace nel mondo” o siamo degli illusi con i paraocchi (ho detto la stessa cosa?). Il comportamento di una persona è dovuto all’educazione data dei genitori. E’ vero che anche la scuola ha il compito di educare, ma non può cambiare un carattere. A un bambino non importaun fico secco del voto in condotta che non comporta nulla e non isegna nulla. Bisogna invece agire attraverso punizioni istruttive tenendo conto della sensibilità ogni individuo. Di questo può occuparsi solo il singolo insegnante, un ministro (lontano dalla realtà di una classe di bambini/ragazzi) non può farci nulla!! Forse positive saranno le sanzioni previste contro il bullismo: atti di questo tipo saranno infatti puniti attraverso attività sociali extrascolastiche.
Di certo negativi saranno invece i tagli ai fondi per la ricerca: il nostro è un paese pieno di potenzialità che continuano a fuggire verso altre nazioni che investono di più sull’innovazione; un ulteriore taglio non potrà che aggravare la situazione di un paese che da qualche anno non smette di arretrare!
Andrea Fiorentini
mercoledì, 04 giugno 2008
author: asteriscotorno @ 15:54
category: scuola, istituto g torno
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Miglior foto in assoluto:

COLPO DI FULMINE CECO
Giulia Noè - IV F Scienze Sociali 

venerdì, 16 maggio 2008
author: asteriscotorno @ 15:50
category: spettacolo, scuola
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Debutta domani (17 Maggio 2008) a Milano(Teatro Carcano) all'interno del progetto LAIV lo spettacolo realizzato dal gruppo teatro del nostro istituto!

martedì, 13 maggio 2008
author: asteriscotorno @ 13:59
category: opinioni, scuola
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È giusto dare il voto di educazione fisica?

Sicuramente qualcuno starà già pensando “Certo che no! È troppo discriminante”.

Altri, molto atletici,che lo ritengono un ottimo modo per accaparrarsi qualche bel voto, non si saranno mai posti il problema.

È certo che bisogna praticare attività fisica, ma è giusto che venga valutata? Alcuni sono naturalmente portati, altri no.

“Allora – qualcuno farà notare – perché devo avere il voto di matematica?”.

Semplice: matematica si può studiare e, con un po’ di impegno, tutti possono raggiungere buoni risultati. Ma come si può studiare un metodo per essere centometrista?

È vero che i professori di educazione fisica, oltre a valutare le capacità atletica, osservano anche l’impegno dell’alunno. È logico che un allievo totalmente negato non potrà mai aspirare a un voto come l’otto. C’è anche un altro problema: un ragazzo che si impegna ma non è molto bravo potrà avere comunque una valutazione sufficiente, che, però, non sarà mai pari a quella di uno sportivo, nonostante lo sforzo messo nell’attività. Anche porli allo stesso livello non sarebbe corretto, questa volta nei confronti dell’alunno più portato.

Quale sarebbe, allora, la soluzione più efficace? Ci sono molte idee. Educazione fisica potrebbe diventare una materia facoltativa: chi se la sente potrebbe praticarla, altri decidere di non aderire. Sicuramente questa possibilità verrà subito obiettata da coloro che, giustamente, sostengono che l’attività fisica sia importante per la salute, specialmente nell'età dello sviluppo.

Si ritiene che il voto di educazione fisica debba essere soggettivo. Con "soggettivo" si intende una valutazione basata sul miglioramento a partire dalla situazione iniziale e la costanza nell'eseguire gli esercizi assegnati. Non tutti i professori applicano questo sistema per valutare gli alunni: alcuni utilizzano criteri oggettivi, costituiti da tabelle in cui ogni tipo di prestazione sportiva equivale ad un voto.

“Educazione Fisica è da considerarsi una materia alla pari delle altre, se non più importante, e dovrebbe avere ancora più peso.”

 

“Il voto dovrebbe riguardare soltanto l'impegno, e quindi dovrebbe essere possibile, per un ragazzo poco portato, avere una valutazione più alta di un altro allievo, magari più atletico ma meno costante nell'impegno.”

 

“Educazione Fisica è una materia in cui non si può migliorare: chi ci è portato è più avvantaggiato, chi non lo è non ha praticamente alcuna possibilità di andare bene in questa materia.”

 

“Le ore di Educazione Fisica dovrebbero essere ore di svago, e nessuno dovrebbe sentirsi inferiore agli altri.”

 

“Non si può eliminare la valutazione di Educazione Fisica perché, a quel punto, molti ragazzi non si impegnerebbero più e, magari passerebbero le ore che dovrebbero essere dedicate a questa materia a non fare niente.”

Questi sono solo alcuni dei tanti pareri raccolti fra insegnanti e alunni della nostra scuola. Si passa da idee semplici come qualche verifica di teoria in più per chi è proprio negato nella pratica (perché, ricordiamo anche questo: nel caso della teoria educazione fisica diventa una materia di studio come tutte le altre), a proposte più fantasiose, come togliere qualche ora di latino o di matematica per dedicarsi maggiormente all'educazione fisica.

Tanti pareri, tante proposte…e poche persone che la pensano allo stesso modo.

E voi, cosa ne pensate? Siete riusciti a farvi un'opinione?

Voto di educazione fisica: sì o no?

Emanuela Cafaro


...discutine sul forum...

mercoledì, 30 aprile 2008
author: asteriscotorno @ 16:33
category: opinioni, scuola
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Vi propongo un giochino molto semplice: provate a prendere tutti i libri che avete comprato durante i vostri anni trascorsi nella scuola e per i quali avrete sicuramente speso chissà quanti soldi, ora cercate i libri che non avete mai usato, o che avete usato poco o che addirittura sono rimasti ancora avvolti nella pellicola e per tutto questo tempo sono serviti solo a prendere polvere, e metteteli da una parte,uno sopra l’altro, tenete da un’altra parte quelli che invece avete usato e usate veramente.

Lasciatemi indovinare…è più alta la colonna dei libri inutilizzati,vero?

La verità è che fin dal primo anno di scuola accumuliamo sempre più libri che non abbiamo mai aperto, se ne stanno lì, isolati sotto chili di cultura e sembrano urlare: “USAMI!”.

Ora provate un po’ a calcolare la somma di soldi che avete speso per tutti quei libri che non avete mai usato e siate pronti a sorprendervi…vi sembrerà incredibile quanti soldi vi sono serviti per comprare qualcosa che si è rivelato essere inutile,che finirà alla discarica o nei vari "Libraccio" e "Passalibro" dove vi restituiranno solo il 20% del patrimonio che avete speso!

Quante volte avete sentito dire dai prof carichi di fotocopie dei loro libri: “…ma sul vostro libro questo argomento non è spiegato bene…” oppure: “qui ci sono degli esercizi più idonei per esercitarvi!”

Non so voi ma io dopo che sento queste cose inizio a farmi una serie di domande per le quali non riesco a trovare delle risposte decenti.

Ad esempio: ma se i libri che abbiamo non sono molto chiari,allora cosa li abbiamo presi a fare?! E se i prof hanno libri perfetti in grado di dare spiegazioni così esaurienti,allora perché non ci fanno comprare quelli?! E poi a cosa ci serve la tessera delle fotocopie,se dobbiamo ristampare un libro dall’inizio alla fine,non possiamo comprare quello giusto?! Per non parlare dei casini che si creano se qualcuno il giorno prima dell’ interrogazione/verifica scopre che gli mancano le fotocopie di un intero capitolo e la tessera delle fotocopie è finita!

E non dimentichiamoci di quei prof che non osano nemmeno sprecare la loro tessera (se ce l’hanno) per i loro “adorati” alunni e preferiscono passare intere ore a dettare e a guardare la platea stremata e lamentosa che si regge il polso indolenzito per paura che si stacchi da un momento all’altro.

Per non parlare di quei prof che insistono tanto perché compriamo un libro quando ormai la scuola è iniziata da mesi e ci mettono fretta prima che non ce lo danno, e poi non lo usiamo neanche!

Tutte queste domande mi fanno pensare a cosa serva un libro,certo è uno strumento di riferimento nello studio, ma se si può sostituire con fotocopie o appunti allora dico “ah,se l’avessi potuto sapere prima!...” probabilmente lo pensate anche voi,ma arrendetevi, per il momento non si può ancora prevedere il futuro quindi cercate di rendere utili i libri che non usate o di farvi ridare una parte seppur minima di quello che avete speso…

Daniela  

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